Bullismo






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L'argomento bullismo verrà trattato in maniera soprattutto descrittiva in quanto meriterebbe una trattazione molto approfondita ma soprattutto perchè il bullismo è divenuto, purtroppo, un fenomeno talmente diffuso e grave che dovrebbero essere attivati servizi di prevenzione e progetti di intervento che mirino alla comprensione e riduzione di questo comportamento.

Il bullismo è oramai presente in ogni contesto, dall'ambito familiare a quello scolastico e sociale.
Ogni singolo comune, ogni municipio, circoscrizione, scuola, ritrovo sociale di ogni genere, qualunque posto che sia promotore di informazione e prevenzione per la societą si dovrebbe, una volta per tutte, fare carico, attraverso personale "qualificato ed esperto", di organizzare corsi di formazione, progetti di prevenzione e recupero, campagne di informazione che aiutino bambini, ragazzi, genitori e personale educativo tutto ad affrontare questo problema.

Il termine bullismo deriva dall'inglese bullying ed è usato per indicare "un insieme di comportamenti in cui qualcuno ripetutamente fa o dice cose per avere potere su un'altra persona o dominarla".
Il termine bullying ha un significato più ampio rispetto all'italiano "bullismo", in quanto non considera separatamente il comportamento del persecutore (il "bullo") e quello della vittima ma pone al centro dell'attenzione la relazione nel suo insieme.

Il bullismo copre un'età che va dai 7 - 8 anni ai 14 - 16 anni con una diffusione più generalizzata nelle scuole elementari (41%) e nei primi anni delle medie (26%).
Per quanto riguarda la diffusione geografica pare che la violenza si la violenza si accentua nelle regioni con maggiore aggressività e malavita, senza che vi sia una netta distinzione tra nord e sud; hanno, invece, influenza relativa il vivere in un'area metropolitana o la condizione socio-economica della famiglia.

Si possono distinguere varie forme di bullismo: bullismo di tipo verbale, indiretto e manipolativo e bullismo fisico.
Nel bullismo verbale la vittima viene umiliata e presa in giro con sarcasmo, insulti, diffusione di maldicenze sul suo conto o presa di mira e insultata per aspetti razziali. In conseguenza di ciò, il bambino designato come vittima perde la propria autostima e tende a isolarsi progressivamente dai compagni di classe.
Nel bullismo indiretto e manipolatorio, difficilmente rilevabile e più tipico delle ragazze, il bullo opera per far si che la vittima rompa i suoi rapporti di amicizia, allo scopo di isolarla dagli altri. In conseguenza di ciò nella vittima sorgono sentimenti di incompetenza sociale e depressione che a loro volta la isolano maggiormente generando un circolo vizioso.
Nel bullismo fisico, che è invece più tipico dei maschi, c'è contatto diretto fra l'allievo aggressivo e la vittima: calci, pugni, spinte, bruciature, sottrazione o danneggiamento di oggetti di proprietà sono le tipiche manifestazioni di prevaricazione operate dal bullo sulla vittima. È la forma di bullismo più evidente e più facilmente individuabile, perchè presenta danni visibili (lividi, ferite, strappi ecc.).

Il bullismo, nonostante la diffusione del fenomeno in ogni realtà del paese e, soprattutto, nonostante la gravità con cui sempre più spesso si manifesta, rimane un fenomeno sommerso.
Questo perchè la vittima non solo non è in grado di difendersi dalle prevaricazioni del bullo ma nemmeno di riferire ad altri l'accaduto, sia perchè teme possibili ritorsioni, sia perchè non vuole apparire il membro più debole del gruppo.
Anche gli eventuali spettatori solitamente non intervengono per difendere la vittima o non riferiscono l'accaduto ad altri: questo perchè possono aver paura di ritorsioni, temono di diventare vittime a loro volta, oppure ritengono che il bullismo sia un fatto inevitabile o che la vittima, in qualche modo, sia responsabile di quanto accade.

Tracciando un "profilo" del tipico bullo troviamo un bambino/ragazzo che usa la forza fisica per imporsi, fatica a rispettare le regole, non sopporta le frustrazioni, è facile all'ira, ha un apparente alto livello di autostima, dimostra superiorità sia a parole sia fisicamente.
Per quanto riguarda la vittima, invece, si tratta di un bambino/ragazzo fisicamente debole, riservato, passivo, timido, che piange facilmente, non provoca e non prende in giro, ansioso, insicuro, infelice, che ha un'opinione negativa di se (bassa autostima), ha difficoltà ad affermare se stesso nel gruppo dei pari, non reagisce se insultato/attaccato (facile bersaglio), tende ad essere preoccupato per la sua incolumità fisica e, generalmente, si rapporta meglio agli adulti.

Le descrizioni qui fatte di bullo e vittima sono solo dei tratti che possono essere presenti o meno e in misura differente in bambini/ragazzi ma che non sono a tutti i costi indicatori di situazioni di bullismo; sono piuttosto dei segnali cui prestare attenzione, assieme ad altri elementi, per eventualmente svelare una possibile situazione di bullismo.

Ritengo utile per genitori e insegnanti avere alcune indicazioni per poter identificare le vittime di bullismo, che devono comunque essere lette come dei segnali di possibilità non come certezza.
Per quanto riguarda la vita in casa, il bambino tende a non portare compagni; mostra segni di ansia al momento di andare a scuola, trova scuse per non uscire o compie strani percorsi per arrivarci; mostra segni di paura ed ansia con frequenti incubi notturni e sintomi fisici (mal di capo e/o di stomaco, vomito,ecc.) specialmente quando deve prepararsi per andare a scuola; torna a casa con oggetti danneggiati o lividi, graffi e ferite; sembra perdere il denaro o ne chiede continuamente, senza una giustificata necessità o può anche arrivare a rubarlo (per assecondare il bullo); dice di avere amici, ma non partecipa mai ad alcuna attività sociale, nè telefona ai compagni; manifesta continue ed improvvise reazioni emozionali con scoppi di rabbia nei confronti dei famigliari (di solito verso i fratelli pił piccoli), senza un apparente motivo; non riesce a concentrarsi sui compiti per casa.
A scuola, invece, viene preso in giro in modo pesante, rimproverato, intimidito, comandato, è oggetto di derisione; è aggredito fisicamente e non si difende; nei litigi si dimostra indifeso; rimane solo in situazioni sociali quali la ricreazione e la mensa, oppure resta sempre accanto all'adulto; è escluso, quando si organizzano giochi o sport di gruppo, oppure viene scelto per ultimo e solo dietro sollecitazione dello stesso insegnante; ha difficoltà a parlare in classe; il suo rendimento peggiora gradualmente; si mostra infelice, depresso o spaventato.

Cosa possono fare genitori e insegnanti per prevenire, riconoscere e fermare situazioni di bullismo?
Innanzitutto, a scuola l'insegnante deve evitare di porre il bullo su un "piedistallo", poichè sarebbe comunque un attirare l'attenzione su di lui, seppur negativa; evitare di porsi come unico depositario dell'intervento sul bullo o sui bulli Ricorrere eventualmente al servizio di consulenza interno alla scuola, coinvolgendo sicuramente e contemporaneamente le risorse esterne.
Per quanto riguarda i genitori dovrebbero sollecitare la confidenza del figlio ed ascoltarlo con fiducia e rispetto; cercare di non gestire in proprio la situazione per non farlo sentire inadeguato; insegnare al figlio a difendersi (non con la violenza!) ed a chiedere aiuto; favorire la sua socializzazione con i coetanei; prendere contatto con l'ambiente scolastico senza timori di ripercussioni e ritorsioni; collaborare attivamente con psicologi e insegnanti per la rimozione del problema.

È importante sottolinare che, in quasi tutti i casi, gli episodi di bullismo si manifestano non nel tragitto che va da casa a scuola, ma all'interno della scuola (ricreazione, pause, mensa, ecc.).

Queste sono appunto alcune indicazioni di massima che possono aiutare genitori e insegnanti con il problema bullismo.
È certo però che per ridurre il bullismo non basta scoprire il "colpevole" o reprimere i comportamenti aggressivi del bullo.
Occorre tenere conto di entrambi i protagonisti (bullo e vittima) e della relazione tra essi. Occorre un intervento a livello del sistema-scuola nel suo complesso e che coinvolga tutti i partecipanti, bulli, vittime, studenti e tutto il personale: l'obiettivo è arrestare le prepotenze, cambiare la politica scolastica ed il clima culturale complessivo, per scoraggiare sul nascere i comportamenti di prevaricazione e prevenirne di nuovi per favorire una scuola che sia davvero educativa e luogo di crescita per i ragazzi, sotto tutti i punti di vista: culturale, sociale, emotivo e autostima personale.