La coppia



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"...il principe sposò la principessa e vissero per sempre felici e contenti..." 
(Tratto da...tutti noi quando fantasticavamo sulla nostra futura vita di coppia!)



A differenza di quanto accade nelle favole, nella vita reale sappiamo bene che il principe o la principessa che abbiamo atteso per tanto tempo non arriva mai e se crediamo sia finalmente arrivato/a puntualmente disattende le nostre aspettative!

Ma come mai accade ciò? Come mai quando crediamo di aver trovato l'amore dei nostri sogni ci ritroviamo invece insieme a qualcuno che non rappresenta affatto ciò che sognavamo? Ma non era forse lo stesso uomo o la stessa donna di cui "un tempo" eravamo innamorati e con cui siamo stati tanto felici? Non credo che qualcuno sia stato così masochista da stare sin dal primo giorno con una persona che non gli piaceva affatto, nemmeno fisicamente!

Cosa cambia duqnue all'interno di una coppia per portarla in crisi? E perchè ad alcuni accade e ad altri no? Insomma, cosa tiene insieme due persone???

La risposta a questa domanda ovviamente non c'è ma due persone posso trovare una loro, unica e peculiare maniera di stare insieme e stare bene che nessuno ha mai insegnato loro.
Fermiamoci un attimo a riflettere su una cosa molto importante: da chi abbiamo imparato ad amare? E chi ci ha insegnato la "giusta maniera" di stare in coppia?
Sin da piccoli ci hanno insegnato come ci si deve comportare, le buone maniere, a fare i bravi (in cambio di qualcosa!) e, soprattutto, al "ti voglio bene se": se ti comporti bene, se sei educato, se fai il bravo, se prendi buoni voti a scuola, se sei un bravo atleta, se fai la ragazza per bene e tutti i se che vogliamo, la lista sarebbe lunghissima.

Insomma, nessuno ci ha mai detto ti voglio bene per quello che sei, con tutti i nostri difetti e pregi; ti amo per tutto quello che rappresenti, nel bene e nel male.
Il nostro unico modello di riferimento per le relazioni di coppia sono stati i nostri genitori e, bello o brutto che questo modello sia stato, tendiamo, non sempre in maniera consapevole, a riprodurlo da adulti (o per contro, uno diametralmente opposto) nelle nostre relazioni affettive. Insieme al modello trasmessoci dai nostri genitori abbiamo anche quello dei parenti, conoscenti, mass media, codici culturali e/o morali e tutta una serie di infuenze esterne che ci condizionano pesantemente nella nostra (poco) personale idea di coppia.

Qual è dunque la coppia che funziona?
È quella cha trovato il proprio modo di stare insieme. Facile a dirsi, difficile a farsi..ma non impossibile.

Innanzitutto vediamo come "funziona" l'amore.
Qualche considerazione prima: abbiamo capito che la nostra idea di coppia è infuenzata dalla memoria della coppia genitoriale prima e da tutte le altre idee di coppia di cui abbiamo esperienza (parenti, vicini, televisione, cultura, chiesa, scuola, ecc.); sappiamo che nella nostra cultura si da poco valore a ciò che una persona è realmente e siamo abituati a dare o fare qualcosa in cambio di attenzioni ("ti voglio bene se..." piuttosto che "ti voglio bene per quello che sei"); inoltre consiederiamo che il partner inizialmente viene scelto sulla base dell’attrazione fisica e su di lui vengono proiettati tutti i bisogni affettivi e tutte le aspettative che ogni persona più o meno consapevolmente ha (il partner non è scelto per quello che è ma per quello che si vorrebbe fosse).

Fatte queste dovute premesse consideriamo il fatto che molti confondono l’innamoramento con l’amore ed interrompono vari rapporti alla ricerca di emozioni che non possono essere forti in legami di lunga durata.
L’innamoramento è, infatti, la fase iniziale di un rapporto in cui prevalgono attrazione fisica e forti emozioni; l’amore, invece, subentra dopo, quando le emozioni si placano e rimane stima profonda e fiducia verso l’altro.

Quando una coppia si forma attraversa tre fasi: l'innamoramento, la transizione e l'amore.
Nella fase dell'innamoramento predominano la forte attrazione fisica e sessuale; ci si sente instancabili, la vita è tutta rose e fiori, abbiamo gli occhi che luccicano e a forma di cuore, certi di aver trovato la persona fatta apposta per noi.
Nessuno mette in dubbio che non debba essere contraddistinta da queste emozioni la fase dell'innamoramento anzi deve!Però, accecati da queste forti passioni che ci travolgono e ci riempiono, ognuno di noi proietta sull’altro i propri inconsapevoli e più profondi bisogni: è come se ci si dicesse:
“Ho trovato chi li soddisferà!.. Posso riposarmi!”
Il partner non viene visto per quello che è ma per quello che si vorrebbe fosse: il nostro salvatore.

Nella fase di transizione iniziano i primi problemi: sbollentati gli ardori e le passioni dei primi mesi, si inizia a vedere l’altro per quello che è realmente, se ne percepiscono i difetti (e con quanta cura); il principe insomma si trasforma in rospo!
Iniziamo a vedere solo le cose negative dell'altro, ciò che non ha fatto nella relazione e per la relazione (e quindi per noi); quei modi di fare, quei piccoli nei che prima erano amabili ora diventano pesanti difetti che possono sconvolgere la relazione.
È questa la fase in cui molte coppie si lasciano; è in questa fase che viene messa a dura prova la stabilità di una coppia.
Nella fase di transizione vengono messi in atto giochi di potere fra i partner che portano solo sofferenza e fanno allontanare i membri della coppia: per fare alcuni esempi il "classico" non posso vivere senza di te, se mi lasci... (induzione del senso di colpa), tu non capisci niente, sono io che so come vanno le cose (induzione del senso di ignoranza), ecc. I giochi di potere vengono utilizzati da uno dei due partner per cercare di stabilire un "controllo" all'interno della coppia (per imporre il proprio punto di vista all'altro) e per comunicare e/o soddisfare, in maniera ovviamente non adeguata, i propri bisogni.
Sono molto frequenti in qualunque interazione sociale perchè è nella natura umana cercare di controllare gli eventi che ci accadono per un bisogno di sicurezza; all'interno della coppia, a lungo andare, portano a reciproche modalità comportamentali rigide che finiscono con l'allontanare uno dei membri della coppia perchè costretto in una relazione soffocante.

Se si riesce ad accettare l'altro per ciò che è e non per quello che noi avremmo voluto fosse riusciremo a fare una salto avanti nella relazione, passando dalla passione iniziale ad un sentimento maturo che porta con sè una dipendenza dall'altro consapevole e reciproca e non infantile e manipolativa.
La coppia evolve ad uno stadio di relazione matura, in cui sono ora presenti sentimenti di fiducia reciproca, rispetto e amore. Se riusciamo a diventare consapevoli dei nostri bisogni affettivi, saremo in grado di comunicarli con sincerità ed onestà al partner, spronandolo a fare altrettanto: così eviteremo dubbi e conflitti, trovando punti di incontro e mediazioni, senza cadere nei giochi di potere.
È questa la dipendenza matura che unisce una coppia che si ama, rispettandosi e accetandosi per quello che ognuno dei due membri è e dona all'altro; amare è donarsi, così come siamo ad un altro che amandoci a sua volta ci accetta.

Spesso le coppie che si dividono arrivano a prendere questa decisione quando ormai i conflitti sono diventati ingestibili e la rabbia e la frustrazione sono diventati insostenibili; tutti i pensieri, i sogni, le speranze che ognuno dei due aveva fatto si frantumano di fronte ad una realtà che viene vista attraverso la lente dei condizionamenti (familiari, della società, della religione, ecc) che ci portiamo dentro sin dall'infanzia e che ci rendono schiavi di aspettative che forse non verranno realizzate, di standard a cui tendiamo ma che sono irraggiungibili, di miti su come dovrebbe essere una felice vita di coppia che puntualmente non si realizza mai.

Moltissime persone, anche molto giovani, hanno le seguenti idee (miti appresi) sulla coppia, assolutamente disfunzionali:

Queste credenze sono frutto di condizionamenti che abbiamo subito lungo il corso della nostra crescita e che infuenzano il nostro modo di vivere le relazioni, creano disagio e sofferenza a noi e a chi ci sta attorno e compromettono la buona vita di coppia.

Le coppie devono avere si un modello, ma deve essere uno creato appositamente da loro per loro stessi, per ottenere la loro unità e che gli permetta di essere felici insieme, di esprimere amore e di creare ogni giorno la propria relazione, al di là degli stereotipi culturali, che ci vogliono in coppia tutti nello stesso modo.
La coppia dovrà "inventarsi" un nuovo modo di stare insieme, senza soffocarsi con la propria presenza o distaccandosi lasciando solo l'altro partner: una buona relazione si baserà sull'alternanza dei tre momenti fondamentali della vita di coppia: il momento della separatezza (gli interessi di ognuno e gli spazi personali indipendenti dall'altro), il momento del contatto (la condivisione di interessi, di attività e di vita in comune) e il momento della fusione (la ricerca dell'altro per diventare una cosa sola).

In terapia cognitivo - comportamentale si mira ad un intervento a breve termine, attivo e direttivo di educazione della coppia su specifici aspetti che contribuiscono alla loro disfunzione relazionale: la modalità di trattamento implica un approccio strutturato e collaborativo che serve ad avviare il meccanismo necessario al cambiamento.
Si affrontano i pensieri e le credenze di ogni partner riguardo sia all'altro membro della coppia che sulla coppia stessa, cercando di scoprire i falsi miti che generano percezioni, aspettative e attribuzioni errate e che contribuiscono alla inadeguata modalità di comunicazione nella coppia e ai comportamenti disfunzionali che generano sofferenza.
La terapia di coppia sarà molto "pratica": verranno proposti alla coppia vari esercizi (che fanno parte di un vasto repertorio di tecniche psicologiche per la terapia di coppia) da fare fra una seduta e l'altra, per permettere ai partner di ritrovare una buona comunicazione, ritrovare intimità relazionale e sessuale, rinverdire il sentimento che li unisce.

Ovviamente, per proporre una terapia di coppia è essenziale che entrambi i partner riconoscano che vi sia un qualche problema nella loro relazione e siano fortemente motivati a cambiarla.
Quindi, oltre alla motivazione a intraprendere un percorso di riscoperta della vita di coppia, è importante che vi sia ancora del sentimento che unisce le due persone, che non vuol dire amore folle ma quantomeno la certezza di sapere di provare ancora dei sentimenti per la persona con cui si sta insieme (fidanzato/a, convivente, coniuge); infine, non devono essere presenti relazioni extra coniugali "importanti", nel senso di vere e proprie relazioni stabili che metterebbero in discussione i sentimenti per l'altro membro della coppia e minerebbero la buona riuscita della terapia.



"Un certo numero di porcospini si raggruppò
in un freddo giorno d’inverno per riscaldarsi.
Ma, non appena si avvicinarono i porcospini si punsero
e furono perciò obbligati ad allontanarsi.
Tuttavia il freddo intenso li spinse ad avvicinarsi nuovamente,
ma si ripetè la scena precedente.
Alla fine dopo che si furono riuniti e dispersi più volte
scoprirono che la cosa migliore per loro
sarebbe stata quella di rimanere a poca distanza gli uni dagli altri"
(Melgels e Swartz)