Cosa accade durante una seduta?



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Quando una persona decide di andare dallo psicologo evidentemente ha capito che c'è una situazione che gli crea un disagio più o meno grave.
Può anche capitare che vi sia solo un malessere senza che sia invece chiaro alla persona che cosa lo abbia causato.
Una seduta psicologica inizia quindi con una richiesta da parte di una persona ad un professionista: una richiesta d'aiuto. Richiesta che può riguardare un disagio psicologico che ha generato un disturbo definito come una depressione, l'ansia, attacchi di panico o altro. Oppure può trattarsi di una crisi personale, una scelta importante da dover prendere, un problema in una relazione (di coppia, amicale, lavorativa); una situazione comunque che la persona ha deciso di affrontare con l'aiuto di un professionista.

Molte persone immaginando una seduta dallo psicologo si rappresentano uno scenario tipico, per lo più trasmesso dai media: paziente sdraiato sul lettino a parlare della sua infanzia e dei vari traumi subiti (per lo più dovuti al rapporto con i genitori) e psicologo che prende appunti.
In realtà non avviene proprio questo; più precisamente non da uno psicologo bensì da uno psicoanalista, uno psicologo che ha preso una specializzazione in psicoanalisi. E tuttavia questa differenziazione non è sufficiente poichè sarebbe riduttivo dire che la psicoanalisi è solo questo.
Parlando di psicoanalisi mi sembra doveroso definire brevemente le differenze esistenti fra i vari professionisti: lo psicologo è un laureato in psicologia, come già detto altrove; esistono poi una serie di specializzazioni post-lauream (alla fine delle quali si consegue il titolo di "psicoterapeuta") grazie alle quali si apprendono ulteriori e più specifiche tecniche utili ad aiutare i pazienti.
Queste tecniche nascono da una teoria di riferimento specifica che distingue i vari indirizzi specialistici (per citarne alcuni: teoria cognitivo-comportamentale, teoria psicoanalitica e molte altre). In conclusione, trattasi di differenti approcci ai problemi della persona. Personalmente mi sento di dire che non è fondamentale conoscere queste differenze: il rapporto che si instaura fra una persona sofferente e il professionista cui si rivolge è innanzitutto di tipo umano e di fiducia reciproca. Se mancano questi due elementi non si creerà mai una relazione e quindi non vi sarà nessun aiuto possibile.
Infine, sarebbe auspicabile che il professionista della salute mentale non sia troppo rigido ma disposto ad integrare nelle sue conoscenze teorie e tecniche di approcci differenti: lo scopo ultimo di tutti gli approcci deve essere il benessere del paziente!

La seduta psicologica è un colloquio fra due persone:la persona che porta il suo disagio e lo psicologo, che metto a disposizione la sua competenza professionale.
Lo psicologo tramite il colloquio esamina in maniera più approfondita il problema presentato dalla persona; cerca di capire, insieme alla persona quali possono essere le cause che hanno scatenato il problema e cerca, sempre insieme alla persona delle possibili soluzioni al problema. Potrebbe sembrare semplicistico dire che dallo psicologo si va solo per parlare e in effetti non è così semplice.
Lo psicologo possiede strumenti che aiutano la persona a focalizzare meglio i suoi pensieri e le sue emozioni e ad esprimerli appieno; se necessario, insegna alla persona tecniche per gestire i problemi (ad esempio tecniche di problem solving, tecniche di rilassamento, tecniche di gestione dell'ansia, gestione dello stress, tecniche di comunicazione efficace, tecniche per potenziare le abilità sociali e molte altre); cerca di alleviare le sofferenze della persona.

Dipenderà poi dal tipo di problema che la persona ha quali tecniche verranno adoperate durante le sedute. Lo scopo dei colloqui è capire, insieme psicologo e paziente, qual è il problema, cosa lo ha causato e come mai continua e permanere. Lo psicologo cerca di comprendere e far comprendere le modalità, spesso automatiche e incosapevoli, che il paziente mette in atto quando si presentano i problemi e insieme cercano modi più efficaci di agire.

Può essere utile durante le sedute l'utilizzo di test psicodiagnostici, che servono a valutare alcuni aspetti della vita della persona o l'intensità di alcuni disturbi. Anche relativamente ai test psicologici esistono alcuni pregiudizi. Il più diffuso è probabilmente quello secondo cui con i test psicologici si capisce tutto di una persona. Cosa non esattamente vera. Vi sono si dei test che valutano aspetti della personlità della persona ma è anche vero che se una persona non risponde "onestamente" alle domande di un test, l'unica cosa che fa è invalidare il test stesso rendendo inutili i risultati. Nei test non esistono maniere giuste o sbagliate di rispondere e lo psicologo non utilizza i test perchè vuole sapere chissà cosa su una persona, magari qualche segreto che la persona vuol tenere per sè: lo psicologo di una persona conosce solo ciò che la persona gli dirà.
Quindi i test, se utilizzati, servono allo psicologo ad avere una visione più completa del problema e della persona; visione che ovviamente viene condivisa con il paziente (ovvero lo psicologo non tiene per sè i risultati dei test ma li comunica alla persona).

In conclusione una seduta psicologica è un "colloquio fra due persone che crea una relazione": un membro della relazione utilizza il colloquio per portare un problema e cercare di risolverlo; l'altro membro offre conoscenze, strumenti teorici e pratici, calore, empatia, accettazione incondizionata e professionalità per risolvere insieme alla persona il problema.